Alta Badia – Gruppo Fanis
VIII (oppure VI/A1)
Avvicinamento: 1.30 ora
Totale: 6/9 ore
Cima Scotoni
450 m (fino alla seconda cengia)
Una tra le più famose e difficili classiche non solo di Cortina ma di tutte le Dolomiti. Le difficoltà per l’epoca richiesero agli apritori di superare un passaggio ricorrendo a una piramide umana. Ancora oggi tuttavia le difficoltà non sono da sottostimare.
Dopo il facile zoccolo si presenta subito il tiro chiave. La salita in artificiale non è particolarmente ostica ma verso il traversino finale c’è un passaggio in libera che richiede delicatezza e attenzione. Per chi tentasse la libera è consigliato scaldarsi bene, partendo presto la parete rimane all’ombra a lungo.
Qualche tiro più sopra, per accedere alla prima cengia, occorre strisciare in un basso cunicolo chiamato “passo del gatto” il quale ha contribuito a rendere celebre questa salita. Dopo una pausa rigenerante bisogna concentrarsi di nuovo perché per raggiungere la seconda cengia ci sono una serie di tiri sostenuti e non sempre facili da trovare (ci sono molti chiodi e soste d’abbandono sparsi qua e là). Ciononostante l’arrampicata è forse la più atletica e gratificante di tutta la via.
Dalla seconda cengia la via originale proseguirebbe verso la vetta ma vista la pessima qualità della roccia la quasi totalità delle cordate preferisce evitarla.
Dalla suddetta cengia proseguiamo a sinistra (nord) su facile ma esposta traccia fino a doppiare lo spigolo nord-ovest e arrivare sul ghiaione della via normale. Da qui facilmente si raggiunge la forcella del Lago e successivamente il sentiero di andata.
Dal rif. Lagazuoi si scende alla Forcella del Lagazuoi e si continua a scendere fino ad incrociare il sentiero 20b. Da questo si traversa sotto la cresta nord ovest del Lagazuoi Grande e quindi si sale alla Forcella Granda, da cui si raggiunge il vicino Bivacco Della Chiesa, posto nei pressi dell’attacco della ferrata.
Subito dopo il verticale attacco e una volta superato il liscio traverso orizzontale (doppia corda) posto sotto uno strapiombo, si prosegue per pareti verticali ed esposte fino alla zona mediana della parte.
Ci si sposta quindi a sinistra per tracce, fino ad un bivio da dove si continua a salire per le verticali paretine di destra (le corde di sinistra portano all’Alta Val di Fanes).
Giunti ad un terrazzino si affrontano una serie di pareti che conducono alla cresta da cui, superata un’ultima verticale placca, per facili rocce si giunge alla cima.
Si scende con funi fisse lungo il più facile ma ripido percorso attrezzato che percorre il versante nord est fino alla Selletta Fanis. Quindi si discende per ghiaioni fino a Forcella Gasser de Pot dalla quale, con il sentiero 20b, si raggiunge la Forcella Travenanzes.
Da qui, segnavia 401, con discesa fino al Passo Falzarego. In alternativa risalita fino al rif. Lagazuoi e discesa con funivia.





18/19 tiri
Fanis
Da giugno a settembre
2.874 m
Affidati alle nostre Guide Alpine per un’esperienza memorabile in totale sicurezza.
NB. La prenotazione è obbligatoria entro la sera precedente.
Il prezzo comprende:
Servizio guida, attrezzatura tecnica
Ora e luogo di ritrovo:
Da concordare con la Guida
“La Tomaselli è a ragione considerata una delle più difficili ferrate delle Dolomiti. È bellissima sia per la sua linea perfetta che per l’ambiente. Itinerario da non sottovalutare con i primi cambi di temperatura autunnali. Una variante interessantissima porta alla cengia Veronesi, un’aerea cengia che richiede passo fermo e concentrazione. Per gli appassionati di storia forzuti e senza vertigini.”