San Vito di Cadore
Intermedio
Circa 7 ore
Torre Sabbioni
Circa 1.500 m
Bella salita su roccia buona, da percorre almeno una volta per l’importanza storica di questa via, salita per la prima volta dalla Guida cadorina L. Cesaletti che si avventurò da solo su questa solitaria cima secondaria del gruppo delle Marmarole, dando il via ad una nuova maniera di scalare le montagne, alla ricerca di linee sempre più difficili anche su cime minori.
La scalata non è mai troppo difficile, il grigio calcare offre una grande aderenza. Uno dei punti salienti della salita è l’esposto traverso che separa il sistema di rampe e camini della parte inferiore dalle ultime balze rocciose della sommità. Raggiunta la croce di vetta (una della 5 croci gemelle) il panorama è unico, la sommità della torre è circondata da grandi cime quali Marcora, Sorapiss, Tre Sorelle, Cima Belprà e in lontananza Pelmo, Antelao e Tre Cime.
La discesa è lungo una linea di calata indipendente che evita i traversi della via normale.
Primi salitori: Luigi Cesaletti in solitaria il 24 agosto 1877.
Pur non essendo una via lunga non va sottovalutato l’avvicinamento e il dislivello totale di circa 1500m. Dato che al momento non è consentito raggiungere il Rif. Scotter con l’auto o l’impianto (momentaneamente chiuso in estate) l’auto si lascia al parcheggio delle piste da sci presso la ski area di San Vito e da qui a piedi si raggiunge il Rif. Scotter, il Rif. San Marco e la Forcella Grande a 2255 m, da dove si punta per tracce alla base della Torre dei Sabbioni che svetta solitaria sulla destra della Val de San Vido.
Si aggira la torre fino alla conca ghiaiosa alla base della Costa Belprà, la salita si fa ripida e faticosa per la pendenza e la traccia poco consistente sul conoide ghiaioso che ci porta fino allo zoccolo basale della Torre sul suo lato Sud.
Da qui inizia la via normale: iniziamo con un primo salto verticale di pochi metri che porta alla prima cengia da seguire verso sinistra sino al primo camino che, con qualche passo verticale di 3°, ci porta ad una seconda cengia da percorrere ancora verso sinistra alcuni metri. Qui un ripido camino di quasi 50m porta alla cengia mediana e in breve alla cengia superiore, dove finalmente si affronta il passo chiave. Una difficile strozzatura della cengia ci costringe ad abbassare i piedi sul filo della parete e con pochi delicati movimenti portarsi allo spigolo dove il percorso si fa più largo e facile, ancora qualche lunghezza di fessure, diedri e bombè su stupenda roccia grigia lavorata dalle acqua in milioni di anni per raggiungere la croce di vetta a 2531m.
La discesa in doppia sullo spigolo sud est taglia tutti i traversi delle cenge e in 5 brevi calate torniamo alla base della torre per poi ripercorrere a ritroso il sentiero di avvicinamento. Discesa non facile nella prima parte, ma che dopo circa 1.30 ore ci riporta al Rif. San Marco e in 2 ore al Rif. Scotter dove fare una sosta prima di tornare a valle, seguendo la strada forestale sino al parcheggio.
AD, max IV°-
Giugno – ottobre
2.531 m
Affidati alle nostre Guide Alpine per un’esperienza memorabile in totale sicurezza.
NB. La prenotazione è obbligatoria entro la sera precedente.
Il prezzo comprende:
Servizio guida, attrezzatura tecnica
Ora e luogo di ritrovo:
Da concordare con la Guida